LA VIRTÙ NASCOSTA

Eroi sconosciuti e dittatura in Austria 1938-1945

L’Austria è uno di quei paesi – certo non l’unico – in cui i conti con il passato non sono mai stati veramente fatti. Nel 1986, quando scoppiò l’affare Waldheim - il Presidente della Repubblica austriaca, già segretario dell’ONU, che ritenne di poter negare contro ogni evidenza il suo passato di ufficiale dell’esercito nazista – fu come estrarre gli scheletri dall’armadio. Dalla fine della guerra infatti, l’Austria, con il consenso degli Alleati, era stata considerata la prima vittima dell’aggressione nazista. Ci si era dimenticati – volutamente, perché per varie ragioni si era trovato più conveniente fare così – del ruolo cospicuo che gli austriaci avevano svolto all’interno del partito e dell’esercito nazista dopo l’annessione alla Germania, avvenuta nel marzo 1938. La questione è tornata d’attualità nel 2000 con l’ingresso di Haider nel governo, che ha scatenato le ben note reazioni internazionali, ma anche indotto ad una approfondita riflessione politica all’interno del paese.

Accanto e direttamente in contrasto con queste pesanti ombre, vi sono e vi sono state persone e istituzioni austriache di tutt’altra pasta. Si pensi a Thomas Bernhard, autore tanto grande quanto odiato in patria – almeno in vita - proprio perché denunciava l’aspetto peggiore dell’animo austriaco, a Simon Wiesenthal e al suo centro di documentazione viennese sui criminali nazisti. Meno noto, ma molto importante è l’Archivio della Resistenza Austriaca, il DÖW (Dokumentationsarchiv des Österreichischen Widerstands), anch’esso di Vienna. Dalla sua ricchissima raccolta di materiale fotografico, l’Associazione Biblioteca Austriaca di Udine, che dal 1993 si occupa della diffusione in Friuli‑Venezia Giulia della cultura dell’Austria, ha selezionato, con la consulenza del Prof. Karl Stuhlpfarrer dell’Università di Klagenfurt e della Dott.ssa Ursula Schwarz del DÖW, 44 immagini che dal 31 gennaio al 28 febbraio saranno esposte presso l’atrio dell’Università di Udine.

La mostra, dal titolo La virtù nascosta. Eroi sconosciuti e dittatura in Austria 1938-1945 è parte del progetto I semi della pace. Austria 1938-1945, comprendente anche il ciclo La letteratura austriaca dell’esilio, tre conferenze che si terranno il 6, 13, 27 febbraio 2002 alle h. 18.00 presso l’Educandato Statale Uccellis di Udine.

L’idea della mostra nasce dalla volontà di ricordare i non moltissimi austriaci che, nel periodo peggiore della storia recente, trovarono il coraggio di opporsi alla barbarie. Sono loro che - al di là di una retorica di cui ci eravamo dimenticati, e tornata di recente prepotentemente in voga a livello internazionale - più di tutti meritano di essere considerati padri della patria e uomini di pace. La democrazia austriaca del dopoguerra, e addirittura la recuperata autonomia dell’Austria - dopo essere stata inghiottita dalla Germania nel 1938 - si devono in misura finora misconosciuta a questi pochi coraggiosi. Chi si oppose al nazismo sostenne nei fatti che la libertà, la democrazia e la pacifica convivenza sono valori non sacrificabili al proprio comodo personale, e nemmeno alla propria incolumità. Quando, nella fase in cui l’esito della guerra appariva chiaro, gli alleati cominciarono a pensare ad un nuovo assetto dell’Europa, non era affatto scontato che all’Austria sarebbe stata restituita l’indipendenza, e non invece inglobata in una nuova entità politica. L’attività degli esiliati, e in particolare delle loro organizzazioni, ebbe il grande merito di mantenere aperta la “questione austriaca”, l’idea cioè che dopo il nazismo dovesse tornare a esistere una nazione austriaca.

La mostra La virtù nascosta è suddivisa in sei sezioni, che, muovendo dall’Anschluss, dall’annessione dell’Austria da parte della Germania hitleriana del marzo 1938, avvenuta in un tripudio di folla, presentano i principali gruppi di oppositori: civili di varia estrazione, sloveni carinziani, militari, esiliati. Tra i “civili” è stata inclusa anche una terziaria francescana, Suor M. Restituta (Helene Kafka), beatificata nel 1998, condannata a morte e giustiziata a Vienna per aver diffuso nell’ospedale in cui lavorava una poesia pacifista e a favore dell’indipendenza dell’Austria. La sua presenza è tanto più significativa, se si considera l’atteggiamento ufficiale della Chiesa cattolica austriaca, tendente inizialmente alla ricerca di un modus vivendi con Hitler, e successivamente responsabile di una politica di sostanziale pavido assenso - con alcune riserve - del regime. Vi sono poi anche Katharina Golob, diciottenne di Villacco unitasi ai partigiani e caduta nel 1945; Roman Felleis, membro degli RS (Socialisti Rivoluzionari), che morì nel campo di concentramento di Buchenwald; Hermine Lohninger, maestra elementare e membro dell’associazione degli insegnanti cattolici che, avendo espresso più volte in pubblico i propri sentimenti antinazisti, fu condannata a morte per “affermazioni distruttive per l’esercito”; Karl Biedermann, ufficiale di stato maggiore, tra gli organizzatori della rivolta di Vienna dell’aprile 1945, impiccato a Florisdorf am Spitz (Vienna) ed esposto al pubblico disprezzo, e vari altri, in rappresentanza di tutti coloro che sentirono l’obbligo morale di tenere alta una bandiera che la maggioranza aveva gettato alle ortiche.

La mostra si chiude con un passaggio tratto dall’ultima lettera alla famiglia di un insegnante di Graz condannato a morte per “organizzazione di alto tradimento”, Richard Zach, le cui parole e il cui sacrificio costituiscono un modello di spirito politico e religioso, ambedue vissuti fino in fondo:

“È arrivato il momento, miei cari, di tacere. Ma non pensate che questo silenzio sia di tomba, una quiete gelida e soffocante. No, nel silenzio vi è un suono profondo e saggio, veramente divino. Ascoltatelo, non dissacratelo con il vostro pianto. Udite il divino come lo odo io, mentre mi ritiro da voi. Aprite gli occhi completamente e osservatemi mentre entro nel chiarore, osservate finché i vostri occhi traboccheranno di gioia, e io non sarò altro che luce per voi, un bagliore, simile ad una scintilla che repentinamente doveva spegnersi, per divenire in eterno parte della Luce.”

 

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