ALTE MEISTER
(Antichi maestri)
La trasgressione di una pluridecennale abitudine porta, nel romanzo di Thomas Bernhard pubblicato per la prima volta nel 1985 con il sottotitolo Commedia, all'incontro dello studioso Atzbacher con il musicologo Reger per due giorni consecutivi al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Atzbacher prende questo insolito appuntamento come occasione per osservare Reger immerso nella contemplazione. Quest'uomo di ottantadue anni, che da trenta scrive da Vienna le sue critiche musicali per il Times, ha sviluppato alla perfezione nel Kunsthistorisches Museum la sua contemplazione dell'arte: questa consiste nello studiare così a lungo ogni opera d'arte che viene considerata perfetta, finché non ne siano scoperti i difetti. Tutti i grandi maestri e i grandi geni sono imperfetti. Tuttavia Reger diventa convinto del fatto che arte, musica, filosofia e letteratura non siano niente di sommo, di supremo, quando muore sua moglie, con cui era stato sposato per più di trent'anni: "Ma tutto questo, tutta l'arte, quale che sia, non è niente se paragonata all'unica persona che abbiamo amato … Nessuno dei grandi ingegni e degli antichi maestri che ci siamo scelti come compagni di strada, potrà mai sostituire una persona."
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AMRAS
(Amras)
"L'essenza della malattia è oscura quanto l'essenza della vita". Questa citazione di Novalis è posta come motto all'inizio del racconto di Thomas Bernhard scritto nel 1964. Vi viene narrata l'ultima fase del processo di disfacimento di una famiglia, causa ed effetto di una lenta decadenza che sta in rapporto con il paesaggio in modo tanto misterioso quanto certo. La tragedia si compie coi due ultimi sopravvissuti: una coppia di fratelli. Il rapporto reciproco dei fratelli, ambivalente tra affetto ed avversione, che si accentua sempre di più con la malattia, costituisce un centro di tensione in cui vita e morte, spirito e natura, l'attenuazione e l'inasprimento del dolore si incontrano, si congiungono, si rispecchiano.
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DER ATEM
(Il respiro)
Pubblicato nel 1978, questo romanzo autobiografico, il terzo, ha come oggetto la malattia: la sua, per una grave forma di pleurite che interrompe i suoi studi musicali e lo costringe al ricovero, non ancora diciottenne, in ospedale, nel "trapassatoio"; quella del nonno, che muore nello stesso ospedale durante il suo ricovero; quella mortale della madre. A un passo dalla morte lui stesso, in "un centro di produzione della morte", decide che non può smettere di respirare, che vuole vivere.
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AUSLÖSCHUNG
(Estinzione)
In questo romanzo Franz-Josef Murau narra del suo "complesso dell'origine" che può essere definito con una sola parola: Wolfsegg. Qui Murau è cresciuto, qui ha preso la decisione di dover abbandonare Wolfsegg se vuole salvare se stesso e la sua esistenza spirituale. Ma vi ritorna ancora una volta: i suoi genitori e suo fratello hanno perso la vita in un incidente stradale. Questo nuovo soggiorno a Wolfsegg fa capire a Murau che deve definitivamente liberarsi di questo posto. Prende la decisione di scrivere di Wolfsegg "per estinguere ciò che viene descritto, per estinguere tutto ciò che intendo con Wolfsegg, e tutto ciò che Wolfsegg è". E in questo si serve dei mezzi che Thomas Bernhard nella sua opera ha sviluppato alla perfezione: esagerazione, comicità, liquidazione di tutte le tradizionali categorie del pensiero.
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BETON
(Cemento)
Rudolf, il narratore di questo libro pubblicato nel 1982, prepara da un decennio con accanita serietà un vasto lavoro scientifico sul suo compositore prediletto, Felix Mendelssohn-Bartholdy. Dopo essere stato ostacolato nella scrittura della prima frase del suo studio prima dalla visita di sua sorella e poi, dopo la sua partenza, dall'angosciosa paura che lei potesse ritornare, lo tormenta "l'inferno della solitudine". Per questo fa le valigie, prendendo con sé solo gli scritti più importanti per realizzare il suo lavoro a Palma di Maiorca. In un caffè del posto si ricorda di una giovane donna che gli aveva rivolto la parola nel suo ultimo soggiorno a Palma un anno e mezzo prima. Era disperata: suo marito si era gettato di notte dal balcone dell'Hotel Parigi. È stato sepolto in uno dei loculi di cemento alti sette piani al cimitero di Palma. Ancora adesso, un anno e mezzo dopo, vede il volto disperato della donna. Ora ha in testa una serie di prime frasi per il suo lavoro, ma anche l'infelicità della giovane donna. Prende un taxi, va al cimitero e trova sulla lapide vicino al nome del marito anche quello della donna: suicidio - viene a sapere.
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DIE BILLIGESSER
(I mangia a poco)
I quattro mangia a poco da anni mangiano, dal lunedì al venerdì, in una certa Cucina Pubblica Viennese scegliendo sempre il menu più economico. Vengono a trovarsi al centro dell'attenzione scientifica di Koller quando, un giorno, va non verso il vecchio frassino, ma verso la vecchia quercia e riconosce che rappresentano la parte centrale del suo studio sulla fisiognomica dal titolo I mangia a poco. Il narratore, un impiegato di banca un tempo suo compagno di scuola, cerca di ricostruire gli accenni che Koller, davanti a lui, ha fatto al contenuto di questo studio.
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CLAUS PEYMANN KAUFT SICH EINE HOSE UND GEHT MIT MIR ESSEN
(Claus Peymann si compra dei pantaloni e viene a mangiare con me)
Claus Peymann e Thomas Bernhard: un capitolo a sé nella storia del teatro tedesco. Peymann ha messo in scena molti dei lavori teatrali di Bernhard. Si è giunti sempre a discussioni politiche - tra quelle che sono durate più a lungo si ricorda quella in occasione della prima di "Heldenplatz" nel 1988.
Thomas Bernhard esplora, in forma di 'Dramolette', la dimensione teatrale effettiva dell'evento scenico, sulla scorta di tre importanti situazioni del regista: la sua partenza da Bochum ("Claus Peymann lascia Bochum e va a Vienna come direttore del Burgtheater"), un incontro dei due a Vienna ("Claus Peymann si compra dei pantaloni e viene a mangiare con me") e dopo una rappresentazione di Shakespeare - e naturalmente prima di una rappresentazione di Bernhard ("Claus Peymann e Hermann Beil sulla Sulzwiese").
In queste brevi commedie il maestro dell'esagerazione mostra la sua arte della caratterizzazione ironica e autoironica nella sua forma più perfetta.
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DER DEUTSCHE MITTAGSTISCH
Tra il 1978 e il 1981 Thomas Bernhard scrisse sette drammi brevi - e, naturalmente, drammi brevissimi. Non sono incentrati sull'Austria e sui suoi abitanti - sulle cui condizioni l'autore si era già espresso chiaramente. (...) Piuttosto Thomas Bernhard in questi 'Dramolette' fa delle brevi rilevazioni delle condizioni tedesche. E ciò che si mostra in essi - si tratti di pie donne dell'Alta Baviera, presidenti di tribunale o dei "vertici del nostro stato" -, è evidente: non appena iniziano a parlare, si fanno subito riconoscere come nazisti. Ci si può quindi solo ridere sopra, anche se la risata minaccia di rimanere nella gola e la commedia, per lo spettatore e per il lettore, si trasforma in tragedia: "In tutta la Germania non troviamo più / alcuna pasta d'uomo / solo ancora nazisti / è assolutamente uguale quale confezione di pasta / noi compriamo / ne vengono fuori sempre / solo nazisti / e se facciamo bollire il tutto / trabocca in modo terribile".
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EREIGNISSE
(Eventi)
Che "l'artista dell'esagerazione" e "demolitore di storie" Thomas Bernhard abbia scritto anche una storia d'amore è cosa che stupisce molti. La prima frase suona così: "Due giovani si rifugiano dentro una torre che serviva alla difesa la città e vi salgono senza dire una parola." La settima e ultima: "Arrivati infine in alto, si spogliano e cadono nudi l'uno nelle braccia dell'altra". Di fatto in tutta la sua vasta opera in prosa non si trovano storie nel senso tradizionale. Nondimeno Thomas Bernhard ha messo in rilievo il corso degli avvenimenti limitandoli all'estremo. Il volume Ereignisse presenta quindi un'ulteriore sfaccettatura del narratore Thomas Bernhard: la sua magistrale capacità di raccontare storie al limite della non raccontabilità.
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ERZÄHLUNGEN
(Racconti - non edito in italiano)
La potenza creativa della lingua di Thomas Bernhard si coglie distintamente nei racconti - in frasi che mettono così lungamente in gioco l'una contro l'altra ogni possibile tesi ed antitesi e che vengono rivoltate di qua e di là finché ogni nodo semantico non viene sciolto. Così si forma l'impressione che - nonostante la decadenza, la disperazione e la morte che vi vengono rappresentate, la lingua sia uno strumento per sopravvivere in questo mondo, e non solo per sopravvivere, ma anche per ridere.
L'edizione tedesca Suhrkamp raccoglie i racconti scritti negli anni dal 1960 al 1971.
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FROST
(Gelo)
Frost è il primo romanzo di Thomas Bernhard; fu pubblicato nel 1963. Già in quest'opera tocca il suo tema prediletto: la situazione senza via d'uscita perché eccentrica; trova la sua lingua e la sua forma: il procedere in modo incessantemente insistente di un mondo di parole e di pensieri irrigidito. In ogni sua opera Bernhard rappresenta la solitudine mortale delle persone. - Uno studente di medicina accetta l'incarico di osservare il pittore Strauch che si è ritirato nel paese di montagna di Weng. Nelle sue annotazioni registra i monologhi e le visioni di Strauch, finché scopre che questa sfida che cerca di poter vincere finisce per sopraffarlo.
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GEDICHTE
(Poesie - non edito in italiano)
Una poesia fu la prima opera di Bernhard pubblicata: uscì il 22 aprile 1952 sul Münchner Merkur col titolo Mein Weltenstück. Il suo primo libro pubblicato fu un volume di poesie: Auf der Herde und in der Hölle. Un anno dopo, nel 1958, uscirono contemporaneamente due volumi di poesie: In hora mortis e Unter dem Eisen des Mondes. Anche negli anni immediatamente successivi Thomas Bernhard fu conosciuto soprattutto come poeta lirico.
Con la pubblicazione del suo primo romanzo Frost nel 1963 e la rappresentazione del suo primo lavoro teatrale Ein Fest für Boris nel 1970 l'autore sembrò essersi distolto dal genere lirico. Tuttavia lavorava alle sue poesie e negli anni Ottanta fece pubblicare delle liriche scritte negli anni precedenti. Questo fa capire come per il narratore e drammaturgo di fama mondiale le poesie costituissero un altro modo di occuparsi dei suoi temi con l'intensità caratteristica dello scrittore e con plasticità linguistica. Questo fu riconosciuto anche dalla critica: "Poiché Thomas Bernhard ha avuto notorietà solo con i suoi romanzi e con le prose brevi, ci si è dimenticati del Bernhard poeta. È assurdo, perché l'oscurità intricata della prosa di Thomas Bernhard si può penetrare solo conoscendone l'origine, il grande esordio lirico. L'edizione tedesca Suhrkamp contiene tutti i volumi di poesie di Thomas Bernhard e le raccolte da lui stesso pubblicate in riviste e antologie.
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GEHEN
In questo racconto del 1971 Thomas Bernhard riprende e radicalizza temi delle sue precedenti opere, soprattutto del suo grande romanzo Das Kalkwerk. Durante le sue passeggiate abituali Oehler, che prima le faceva con Karrer, racconta ad una terza persona come Karrer sia impazzito e ricoverato su allo Steinhof. Il camminare per Karrer era insieme occasione ed espressione del movimento del suo pensiero. "Camminare con Karrer è stato come seguire una successione ininterrotta di processi mentali." Processi mentali con cui Karrer voleva chiarire a se stesso la relazione tra il pensiero e le cose e il rapporto tra moto e quiete.
"Se mai - da Kleist in poi - nella letteratura in lingua tedesca si è riusciti a trasformare il movimento dell'esistenza in movimento linguistico, ciò accade qui." (Günter Blöcker)
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HELDENPLATZ
(Piazza degli Eroi)
Il 15 marzo 1938 Adolf Hitler proclamò nella Piazza degli Eroi l'annessione dell'Austria alla Germania tra le grida di giubilo dei viennesi presenti. Cinquanta anni dopo la famiglia Schuster si riunisce con i suoi più stretti amici in un appartamento nei pressi della Piazza degli Eroi. Occasione: il funerale del professor Josef Schuster. Per questa mente filosofica, scacciata dai nazisti, ritornata da Oxford negli anni Cinquanta ad occupare la sua cattedra per invito del sindaco di Vienna, non c'era altra via d'uscita che il suicidio. Infatti aveva trovato la situazione presente in Austria ancora peggiore che cinquant'anni prima.
Il destino di Josef Schuster illustra, nel più politico dei drammi di Bernhard, la situazione politico - morale - spirituale in Austria. Con un linguaggio poetico - musicale, per mezzo della sua arte della precisa esagerazione divenuta principio formale, Thomas Bernhard riesce a fare in modo che il presente si riconosca in modo tale da indurre il lettore e lo spettatore alla risata.
Heldenplatz fu commissionato nel 1988 da Claus Peymann per il centesimo anniversario del Burgtheater di Vienna. Il dramma sollevò un enorme scandalo in Austria ancor prima della sua rappresentazione. Una corrente di indignazione rese tutta l'Austria lo scenario di questo dramma. Così disse, per esempio, l'allora Presidente Federale Kurt Waldheim: " Ritengo questo dramma una grave offesa del popolo austriaco..." E Bernhard: "Sì, il mio dramma è orribile. Ma il dramma che viene inscenato attorno ad esso è altrettanto orribile."
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HOLZFÄLLEN
(A colpi d'ascia)
A colpi d'ascia è la storia di "una irritazione", la storia di una "cena artistica" a Vienna, nella Genzgasse - ed ha anche provocato nel 1984 una grande irritazione. L'io narrante, uno scrittore, siede in una bergère ed osserva gli invitati che attendono l'attore del Burgtheater che aveva promesso di venire a cena intorno alle undici e mezza. Mentre osserva evoca il ricordo di Joana, della sua vita con lei ed è portato a confrontarsi con le persone che frequentava negli anni Cinquanta. È conforme alla struttura narrativa di Bernhard come al suo andamento musicale che a metà della narrazione compaia finalmente l'attore. Questi contrappone alla serata mondana il messaggio della natura: "bosco, bosco ad alto fusto, colpi d'ascia". Questo stato filosofico dell'attore da cui il narratore viene catturato dura però solo qualche attimo. Lui stesso è preso da una irritazione sempre maggiore. Lascia la casa, corre verso il centro di Vienna, di questa città che odia e che tuttavia è per lui la città migliore, i cui cittadini odia e che sono tuttavia per lui le persone migliori.
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DER ITALIENER
(L'Italiano)
L'Italiano è, insieme allo Spagnolo e all'Inglese, uno dei tanti ospiti che si sono trovati per una triste circostanza nella dimora signorile di Wolfsegg. Nello stesso giorno vi doveva aver luogo un evento piuttosto lieto: la rappresentazione di un'opera teatrale nella serra di Wolfsegg. Ma poiché il proprietario della tenuta si è ammazzato, il palcoscenico della commedia che era prevista è stato trasformato in camera ardente. Il figlio del morto cerca, facendo una passeggiata con l'Italiano, di sfuggire alla messa in scena della morte - e capita nella radura, nelle immediate vicinanze della casa, dove negli ultimi giorni di guerra furono fucilati numerosi Polacchi.
Der Italiener è il copione di un film che uscì nella Repubblica Federale Tedesca nel 1971. "Il piacere nel dover fare un simile lavoro come esperimento è stato dato dalla occasione significativa di scrivere dal frammento "L'Italiano" un progetto approssimativamente preciso per un film".
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JA
(Ja)
"Sì", rispose la Persiana, la protagonista del romanzo di Thomas Bernhard pubblicato nel 1978, alla domanda del narratore se un giorno si sarebbe uccisa - e questo ridendo. Il dialogo ha luogo in una delle lunghe conversazioni tra il narratore, che sta lavorando ad un saggio sugli anticorpi, e la "ebrea - armena", giunta nell'Austria più profonda per la costruzione di una casa. Per mezzo di queste interminabili conversazioni riesce allo scienziato di liberarsi dalla sua "malattia dei sensi e dello spirito". "Costo" di questa opera di salvataggio: la "Persiana" compie esattamente ciò che aveva annunciato.
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DAS KALKWERK
(La fornace)
Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre Konrad spara a sua moglie, invalida, da anni inchiodata alla sedia a rotelle, e la uccide. Due giorni dopo la polizia lo trova semicongelato in una fossa biologica prosciugata. Si lascia condurre via senza opporre resistenza.
Thomas Bernhard espone nel suo romanzo le ragioni di Konrad per questo atto. Racconta la storia di un'irritazione crescente. Viene narrata un'infanzia ferita, vengono menzionati i precedenti penali di Konrad per oltraggio, viene illustrato il necessario acquisto della fornace, di questo idillio terribile, viene analizzato il legame obbligato con sua moglie, viene decifrata l'insopportabilità della vita quotidiana.
La ricostruzione dell'antefatto rivela il processo d'isolamento. Allo stato di completa "asocialità" corrisponde la limitazione dell'esistenza fisica e psichica. "Blocchi organici" accrescono l'attività cerebrale, intensificano l'ascolto e la comprensione. Konrad lavora da decenni ad uno studio sull'udito, "il più filosofico di tutti i sensi". Sua moglie, lui stesso, tutto l'ambiente diventano per lui oggetti dell' esperimento di udire l'impercettibile, di comunicare ciò che si è riconosciuto. Allorché questa comunicazione poggiata solo sul "traffico di parole" si trasforma in "un esemplare "mutismo", appare la morte.
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DIE KÄLTE
(Il freddo)
Nel 1981 uscì la quarta parte dei ricordi giovanili di Thomas Bernhard, ambientata nel sanatorio di Grafenhof, dove la tubercolosi contratta nel convalescenziario di Grossgmain lo costringe a ripetuti ricoveri dal 1949 al 1951. Ancora una volta a contatto con la malattia e con la morte, le osserva prendendone le distanze. Ancora una volta è la musica a salvarlo, incoraggiato dal nuovo amico e maestro Rudolf Brändle.
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DER KELLER
(La cantina)
In questo romanzo, uscito nel 1976 come secondo volume dell'autobiografia, Thomas Bernard rievoca quel breve periodo della sua vita in cui, determinato ad andare "nella direzione opposta", cerca la salvezza abbandonando il ginnasio con una decisione improvvisa per fare l'apprendista in un negozio di generi alimentari alla periferia di Salisburgo, in un quartiere malfamato dove ha modo di stare in mezzo alla gente e di acuire le sue doti di osservatore , dove dà via libera all'allegria e dove trova nel proprietario del negozio un maestro che integra gli insegnamenti del nonno. Lezioni di musica e canto, per volere di quest'ultimo, sempre intenzionato a fare di lui un artista, completano la sua formazione.
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EIN KIND
(Un bambino)
In questo romanzo, uscito nel 1982 come quinto volume della sua autobiografia, Thomas Bernhard ricostruisce la sua infanzia: lo 'scandalo' della sua nascita, il legame tormentato con la madre, gli insegnamenti del nonno, il 'Paradiso' a Seekirchen, le prime infelici esperienze scolastiche, il trasferimento a Traunstein, in Germania, negli anni del nazismo, l'allontanamento dalla famiglia in un istituto di rieducazione per bambini difficili.
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KORREKTUR
(Correzione)
"Perché un corpo si sostenga in modo stabile", questo il motto del romanzo Korrektur pubblicato nel 1975, "è necessario che abbia almeno tre punti di appoggio non allineati tra loro, così Roithamer." Allo stesso modo il romanzo Korrektur ha tre "punti d'appoggio". Il primo è Roithamer, austriaco, quarantaduenne, docente di scienze naturali a Cambridge. Con un progetto ideato in tre anni ed una realizzazione altrettanto lunga aveva creato per sua sorella un edificio perfettamente adeguato a lei, un cosiddetto "cono". La vista di questo edificio compiuto provocò la sua morte. Roithamer dovette "correggere", lasciò il cono allo Stato, però a condizione che fosse abbandonato alla natura. Poi Roithamer effettuò la seconda correzione, il suicidio. Roithamer, questo è il secondo "punto di appoggio" del romanzo, lasciò un manoscritto. L'anonimo io narrante del romanzo, amico di Roithamer e scrittore - questo il terzo "punto d'appoggio" -, vuole esaminare, ordinare, ponderare bene questi appunti e allo stesso tempo raccontare questi avvenimenti. Roithamer, il Roithamer dei manoscritti, e l'io narrante del romanzo analizzano le fasi di un processo sempre mutevole della vita e del pensiero.
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DER KULTERER
Il detenuto Kulterer teme la libertà che avrà di nuovo quando sarà rilasciato. È evidente che il film con le sue possibilità di montaggio irreale e di scene simboliche sembrava a Thomas Bernhard particolarmente adatto per rendere la simultaneità degli avvenimenti esterni che contrastano con l'esperienza interiore di Kulterer. Il fondamento di questo film è un racconto che Bernhard ha scritto nel 1962. Nell'edizione Suhrkamp si possono confrontare le due versioni: quella del 1962 e quella del 1973 della quale nel frattempo Helmut Qualtinger ha realizzato la versione cinematografica. Il testo è scritto senza interruzioni; indicazioni per le riprese e dialoghi si compenetrano. Solo determinate parole che evocano delle associazioni sono messe in rilievo. Vengono riportate le frasi di una voce narrante che commenta, per così dire "dei monologhi interiori" di Kulterer. Per la durata di questi discorsi concentrati il tempo si arresta, il film si fissa nell'immagine fotografica.
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DER STIMMENIMITATOR
(L'imitatore di voci)
Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1978, raccoglie molte voci in più di cento brevi componimenti in prosa. Si racconta di figure molto diverse: di filosofi e scrittori, domatori, attori e veggenti, di postini, impiegati di banca e ragazzi cantori, di sindaci, direttori e presidenti. I racconti si rassomigliano, li si potrebbe trovare nella cronaca locale dei quotidiani, scritti magari da cronisti giudiziari; talvolta emergono nomi noti: Knut Hamsun, Ingeborg Bachmann, l'ex-re Umberto di Savoia, e il leader comunista portoghese Cuñhal; si prendono questi racconti come aneddoti ed alcuni diventano parabole. Si tratta sempre di storie dolorose, la cui realtà ci sta davanti agli occhi tutti i giorni. Elevate a concetto diventano pericolose, queste brevi narrazioni; la disgrazia accidentale diventa necessaria, l'omicidio, o il suicidio, inevitabile. L'imitatore di voci mostra, con una molteplicità di persone ed eventi particolarmente accentuata, come il mondo raccontato da Thomas Bernhard sia assolutamente inesorabile.
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UNGENACH
(Ungenach)
Nel suo racconto del 1968 Ungenach Thomas Bernhard affronta un tema che quasi vent'anni dopo, in Auslöschung, viene nuovamente ripreso: un giovane, per sistemare una questione di eredità, si reca nell'Austria Superiore, suo paese natale. Confrontandosi con il passato - il proprio, quello del fratello assassinato, del padre defunto, della sua famiglia - scopre che alle questioni che esso solleva non sa dare alcuna risposta, che non è in grado di sopportarlo. In un mondo che sta per annullarsi mette in pratica l'annullamento col rompere tutti i ponti dietro a sé. E questo annullarsi si manifesta anche nella forma usata per raccontare: non predominano i lunghi periodi ritmati divenuti celebri, ma predomina la ricerca di una espressione breve, spezzata, che ricomincia da capo.
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DER UNTERGEHER
(Il soccombente)
Il narratore, nel romanzo pubblicato per la prima volta nel 1983, vive a Madrid e scrive un saggio sul pianista canadese Glenn Gould, "il più importante virtuoso del pianoforte del secolo" che, all'apice della sua carriera artistica, smise di esibirsi in pubblico. A Madrid il narratore riceve un telegramma che lo informa del funerale del suo amico Wertheimer, morto suicida. I tre si erano conosciuti a Salisburgo ad un corso di musica di Horowitz. Fu subito evidente che Glenn Gould era il più geniale. Per effetto della superiorità di questo genio il narratore si trasformò in un "artista della concezione del mondo", in un critico del suo tempo e, in particolare, in un critico dell'Austria, Wertheimer, invece, cadde in una irreversibile depressione esistenziale. Quanto più il narratore pensava al suo saggio su Glenn, tanto più chiaro gli diventava che in realtà avrebbe dovuto fare chiarezza su Wertheimer, "il soccombente", come Glenn Gould lo aveva già definito.
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DIE URSACHE
(L'origine. Un accenno)
Questo romanzo autobiografico, il primo della serie, uscì nel 1975 suscitando forti reazioni a Salisburgo. Thomas Bernhard vi ricostruisce il periodo della sua vita trascorso in collegio, prima nel Convitto nazionalsocialista di Salisburgo, ancora negli anni della guerra, poi nello stesso collegio, retto da sacerdoti cattolici, vittima in entrambi i casi di un sistema pedagogico finalizzato all'annientamento. Sullo sfondo una città "groviglio umano impenetrabile di volgarità e di bassezza", dove cattolicità e nazismo si compenetrano.
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VERSTÖRUNG
(Perturbamento)
Per tutta una giornata un medico di campagna stiriano porta con sé suo figlio in un giro di visite. Si presentano dei casi, tipici dell'esercizio della professione in campagna, che, come si può vedere, sono al di là delle possibilità della medicina. Da colloqui e osservazioni scaturiscono storie, diagrammi di esistenze nelle quali sono sempre presenti l'ambiente, il paesaggio, il clima, il passato. L'ultima visita del medico tocca al principe Saurau nel castello di Hochgobernitz. Il più ampio panorama in tutte le direzioni. Si sta in alto. Il principe "tanto pazzo quanto ricco", un vecchio signore imperioso, è "la mente" in cui questo perturbamento diviene ab initio idea. Sono fissati dei luoghi: la biblioteca in cui da molto tempo non si legge più; le mura, ambulacro dell'insonnia; il padiglione in cui vengono rappresentati gli spettacoli dei Saurau ed in cui vengono esposte le loro salme. Si profilano accenni di una storia. Il principe immagina che il proprio figlio, che studia a Londra e che gli è estraneo in tutto, liquiderà l'eredità dopo la sua (del padre) morte per suicidio. Il principe è lingua. La lingua di un pensiero che si muove ai margini della notte. Un tale pensiero non erige costruzioni del pensiero; le scuote.
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WATTEN
(La partita a carte)
Nel 1969 uscì Watten, una storia di vite rovinate dall'insensatezza crudele dell'esistenza umana. Viene mostrato come convenzioni e routine, l'ovvietà delle aspettative previste vadano in frantumi sotto il peso di esperienze imprevedibili; come dalle regole del gioco con cui noi affrontiamo la vita esca proprio il caos - la catastrofe. Quattro uomini vanno all'osteria, come di consueto, per giocare a carte. Ma il gioco questa volta non si fa, l'oste aspetta inutilmente i suoi compagni di gioco. Il racconto tratta del perché quella sera non si giochi.
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WITTGENSTEINS NEFFE
(Il nipote di Wittgenstein)
Il lavoro di Bernhard sulla storia di un'amicizia, pubblicato nel 1982, costituisce un'ulteriore tappa della sua autobiografia, relativa agli anni dal 1967 al 1969. Durante la permanenza in un ospedale si rafforzò la sua amicizia per Paul Wittgenstein che era iniziata con appassionate discussioni sulla musica. Paul Wittgenstein, il nipote di Ludwig Wittgenstein, si era diplomato al Theresianum di Vienna e aveva poi studiato matematica. A 35 anni la sua malattia mentale cominciò ad accentuarsi. Potendo contare sul patrimonio di una delle più ricche famiglie austriache, donò con noncuranza i suoi averi agli amici e ai poveri fino a ridursi egli stesso in povertà. Negli ultimi anni della sua vita si isolò sempre di più, rimanendo legato solo al suo amico Thomas Bernhard. Il racconto di Bernhard giunge fino alla morte di Paul Wittgenstein. Per dodici anni aveva osservato il declino del suo amico. E con questa osservazione si è anche approfondita l'autoanalisi di Thomas Bernhard, cosicché con il ritratto anche il quadro del ritrattista acquista contorni più definiti.
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