Materiali in rete

  

Programma Meeting Internazionale a Forni di Sopra 5-8 giugno 2007
Le scuole della rete Euroservus hanno lavorato tutto l'anno scolastico 2006-07 in preparazione al meeting cui partecipano anche scuole slovene e carinziane. Il programma, riportato tra i materiali, comprende laboratori per alunne/i tenuti da esperti e un seminario per gli insegnanti sulla gestione dei conflitti a scuola a cura di Pat Patfoort. L'iniziativa è realizzata con fondi Interreg gestiti dal Servizio montagna della Regione FVG.


  

Marcia della pace mercoledì 7 giugno 2006
Il Liceo Leopardi-Maiorana di Pordenone ha organizzato per mercoledì 7 giugno 2006 la consueta marcia della pace di fine anno scolastico. Il programma completo e l'itinerario si trovano su: http://www.leomajor.it/


  

Seminario per insegnanti con W. Wintersteiner 5 aprile 2006
titolo: Prassi dell’educazione alla pace nelle scuole

orari: h. 15-18 del 5.4.06

luogo Liceo Scientifico Marinelli - viale Leonardo da Vinci, 4, 33100 Udine

contenuto: Principi, ma soprattutto metodologia ed esercizi pratici di educazione alla pace nelle scuole. Il relatore, direttore del Centro di Educazione e Ricerca sulla Pace presso l’Università di Klagenfurt, è esperto di didattica della pace, su cui ha pubblicato svariati libri e una grande quantità di articoli. Nel corso del seminario verranno indicati una serie di percorsi possibili di educazione alla pace; è anche previsto un congruo dibattito, per dar modo ai partecipanti, oltre che di approfondire l’argomento, di avere indicazioni su loro eventuali esigenze concrete.

lingua: italiano.

Chi è Werner Wintersteiner:

Werner Wintersteiner e' nato nel 1951 a Vienna e insegna Didattica del tedesco all'Universita' di Klagenfurt. Da venti anni si occupa di Educazione alla Pace. Promotore di molteplici iniziative in questo campo, membro di comitati internazionali, fondatore dell'Eured (1) e promotore del Centro per le ricerche sulla pace e l'educazione alla pace, ha curato l'edizione di varie riviste e pubblicato circa 150
contributi sull'educazione alla pace. Queste le sue monografie sulla pace: Paedagogik des Anderen. Bausteine fuer eine Friedenspaedagogik in der Postmoderne. Muenster: Agenda 1999; "Haetten wir das Wort, wir braeuchten die Waffen nicht". Erziehung fuer eine "Kultur des Friedens" Innsbruck-Wien-Muenchen: Studien Verlag 2001; Poetik der Verschiedenheit.
Literatur, Bildung, Globalisierung. Klagenfurt: Drava 2005 (in corso di stampa); Transkulturelle literarische Bildung. Die "Poetik der Verschiedenheit" in der literaturdidaktischen Praxis. Innsbruck: Studienverlag 2005 (in corso di stampa)




  

Conferenza e seminario di Pat Patfoort, 30 marzo 2006
titolo: La gestione costruttiva dei conflitti

orari: conferenza 9-12 del 30.3.2006; seminario: 14-18 stesso giorno

luogo Sala Florio e Sala Colonne, V. Palladio 8 (rettorato) Udine

contenuto: La scuola, come la vita, è costellata di conflitti, che possono però, se gestiti costruttivamente, produrre una crescita individuale e relazionale. La relatrice, esperta di gestione di conflitti nelle zone più calde del mondo (Cecenia, Ruanda), ha anche un’esperienza pluridecennale di conduttrice di seminari per insegnanti. Nella giornata udinese vi sarà innanzitutto un’ampia introduzione tematica, con la spiegazione del metodo da lei sviluppato, cui seguirà un dibattito. Nel pomeriggio, gli insegnanti verranno invitati a sviluppare modalità di gestione costruttiva di conflitti in situazioni ad essi familiari o, in alternativa, di casi concreti proposti dalla relatrice.
lingua La conferenza sarà in inglese; funzionerà un servizio di traduzione visiva, con proiezione simultanea dei concetti chiave esposti dalla relatrice; durante il dibattito sarà possibile rivolgere domande in italiano, lingua compresa dalla relatrice; i materiali di lavoro del seminario sono in italiano.


Chi è Pat Patfoort

- antropologa fiamminga belga (nata nel 1949)
- docente, trainer e mediatrice a livello internazionale nel campo della Trasformazione e della Gestione Nonviolenta del Conflitto
- autrice di diversi libri e articoli, tradotti in varie lingue
- co-fondatrice e direttrice del centro per la gestione nonviolenta del conflitto “De Vuurbloem” (“Il Fiore di Fuoco”) a Brugge, in Belgio
- tiene lezioni e conferenze in molte Università del mondo (Belgio, Italia, Olanda, Svezia, Spagna, Stati Uniti, Russia, ecc.)
- lavora con una grande varietà di gruppi :
o sia a livello educativo (con bambini, adolescenti, genitori, insegnanti, educatori)
o sia con adulti in situazioni di conflitto (relazioni familiari, colleghi di lavoro, prigionieri)
- ha svolto attività di facilitazione anche in progetti di dialogo e riconciliazione tra gruppi etnici in conflitto, come in Caucaso, Kossovo, Rwanda, Est Congo e Senegal
- ha lavorato in collaborazione con i Quaccheri, organizzazioni cattoliche come Pax Christi o la Caritas, l’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), il Consiglio d’Europa, il Ministero degli Affari Esteri belga e le Nazioni Unite
- madre di due figli
- e’ vissuta in Africa per otto anni.


  

Seminari del 17 e 18 marzo delle scuole della rete
LA NONVIOLENZA
DALLE SUE FONDAMENTA ALL’AZIONE PER IL CAMBIAMENTO
a cura di Giorgio Barazza

TEMPI E SEDI
Le mattinate (di 3 ore cadauna, dalle 9.00) del 17 e 18 marzo 2006 per le scuole (studenti), con la presenza degli insegnanti
Il pomeriggio (di 3 ore) di venerdi 17, dalle 15.00, per i docenti.
17 marzo Liceo Leopardi Maiorana di PN; 18 marzo Istituto Magistrale Percoto di Udine


DESTINATARI
La formazione è rivolta a studenti delle scuole della rete del Friuli Venezia Giulia (mattinate del 17 e 18 marzo 2006) e ai docenti delle stesse (pomeriggio del 17 marzo).

Numero dei partecipanti max 25 persone

PREMESSA
Nelle 3 ore messe a disposizione saremo in grado di cogliere i fondamenti di un possibile percorso di formazione, che ha bisogno di tempi più lunghi
L’incontro va quindi vissuto come una messa a fuoco strutturata sul tema.
L’incontro sarà anche occasione per collocare la storia dei partecipanti rispetto alla nonviolenza all’interno di una quadro d’insieme, di una cornice di riferimento

OBIETTIVI
Percorso di formazione che illustra le fondamenta della nonviolenza, dal proprio sè fino alla sua messa in atto nelle lotte nonviolente.
Sul finire dell’incontro sarà proiettato un video di una lotta nonviolenta condotta contro la segregazione razziale negli Stati Uniti dal titolo “Nashville noi eravamo guerrieri” dove sarà data la possibilità di osservare tutte le questioni affrontate all’opera.
Debriefing per tutti a fine incontro per capire dove siamo noi in questo percorso.

METODOLOGIA
“Se non mi diverto non gioco” questo è il motto che il realtore con gli anni si è costruito. Il divertirsi, inteso sia come piacere di stare insieme, sia come “divertere” cambiare direzione (modo di fare insieme), il giocare riguarda il collaborare con altri per fare qualcosa, il che comporta avere degli obiettivi, delle regole, dei tempi, ….
Nel fare formazione, per realizzare gli obiettivi di apprendimento, Barazza utilizza modalità attive, momenti di apprendimento cooperativo, di training nonviolento, gli input sono brevi e servono come materiale di lavoro o per mettere a sistema i contenuti affrontati.

AUSILI NECESSARI
Lavagna a fogli mobili, pennarelli per ogni partecipante, attrezzatura per poter vedere la videocassetta e proiettarla su uno schermo

CONTENUTI
Cosa c’è nei conflitti, il triangolo della violenza, il modello maggiore-minore, la dinamica della relazione nel conflitto, il potere nella nonviolenza, gli attori in gioco, “a che gioco giochiamo”.
La pedagogia della nonviolenza a cosa può essere utile nella formazione.



  

Atti del convegno "Per un'idea di pace"
Gli atti del convegno "Per un'idea di pace" saranno pubblicati in italiano nella primavera del 2006. E' prevista una successiva pubblicazione in inglese sul web.


  

Programma Convegno "Per un'idea di pace" aprile 2005
Convegno Internazionale Per un’idea di pace – Università di Udine, 13-15 aprile 2005
Sala Convegni, Palazzo Antonini, V. Petracco 8, Udine

Mercoledì 13

14.00
Apertura dei lavori del convegno – Saluti della autorità

15.30
Cultura per la pace. Testimonianze dal mondo dello spettacolo.

16.15
Inaugurazione della mostra su Bertha von Suttner
Le origini della vocazione pacifista di Bertha von Suttner attraverso le sue peregrinazioni da Vienna, a Parigi, al Caucaso.
Verdiana Grossi (Ginevra)

17.00 Pausa

17.30
Esiste ancora un diritto internazionale a cui appellarsi per sanzionare la guerra?
Paolo De Stefani (Padova), Francesco Milanese (Udine), Silvo Devetak (Maribor)
Moderazione: Maurizio Maresca (Udine)



Giovedì 14

9.00
Pace e guerra nelle relazioni internazionali
Giorgio Petracchi (Udine)

9.45
L'idea della pace e della guerra nella riflessione filosofica
Maurizio Pagano (Trieste)

10.30 pausa

11.00
Die Geschichte der Bewegung für den Frieden
Karl Stuhlpfarrer (Klagenfurt)

11.45
L’educazione alla pace nell’insegnamento della storia
Fulvio Salimbeni (Udine)


12.30 Pausa


14.00
L’approccio psicopedagogico alla gestione dei conflitti
Daniele Novara (Piacenza)


14.45
La nonviolenza: scienza, arte, etica del conflitto vitale
Enrico Peyretti (Torino)

15.30
I mediatori di pace nei Balcani
Valentina Romita (Udine)
Le organizzazioni femminili pacifiste tra le due guerre mondiali
Anna Paola Peratoner (Udine)

16.15
Le donne e la riappacificazione. Spunti dalla storia dell’esodo istriano
Maria Carminati (Udine)


17.00 pausa


17.30
Tavola rotonda: Percorsi di genere verso la pace
Tina Bahovec (Klagenfurt), Verdiana Grossi (Ginevra), Neva Šlibar (Lubiana)
Moderazione: Mariolina Meiorin (Udine)



Venerdì 15

9.00
Creatività e sostenibilità nella relazione educativa: implicazioni di pace.
Roberto Albarea (Udine)

9.45
Giochi di pace
Davide Zoletto (Udine)

10.30 pausa

11.00
Friedenserziehung und Friedenspolitik
Werner Wintersteiner (Klagenfurt)

11.45
Economia di pace
Nanni Salio (Torino)

12.30 Pausa

14.00
Estetica della pace
Luigi Reitani (Udine)

14.45
Il contributo delle religioni alla trasformazione non violenta dei conflitti
Rocco Altieri (Pisa)

15.30
Scienze e pace
Antonino Drago (Pisa)

17.00 Pausa

17.30
Quale ricerca per la pace nell’istituzione universitaria?
Antonino Drago (Pisa), Gorazd Bajc (Capodistria), Neva Šlibar (Lubiana), Werner Wintersteiner (Klagenfurt), Rocco Altieri (Pisa), Moderazione: Marisa Michelini (Udine)


  

Incontro di novembre 2004 - "Spazi di pace" - relazioni conclusive
RELAZIONI CONCLUSIVE DEI GRUPPI DI LAVORO
DELL’INCONTRO SPAZI DI PACE
UNIVERSITÀ DI UDINE, 11 E 12 NOVEMBRE 2004

Relazione conclusiva del gruppo di storia del dott. Bajc
I partecipanti gruppo storia: abbiamo parlato del progetto di preparare un testo di storia dell’ EU centrale.
Ai lavori, diretti dal prof. Salimbeni, sono intervenuti storici di vari paesi (A, SLO, Ungheria, Serbia, Italia) e una rappresentanza degli insegnanti di storia nelle scuole. Questa presenza è stata fondamentale (e presenze simili in futuro lo saranno ancora di più) perché ci siamo posti come il fine/scopo ulitmo del nostro lavoro la preparazione di un manuale per le scuole scritto a 4 mani sulla storia dell’EU centrale.
Un progetto molto ambizioso perché implica un grosso lavoro di sintesi di conoscenze molto estese, ma, visto l’entusiasmo dei partecipanti, non impossibile. Il nostro intento sarà di scrivere un storia non più legata a preconcetti nazionali chiusi oppure limitati, ma consci delle varie realtà del nostro passato comune in un contesto geografico dove varie popolazioni, culture, lingue, ideologie, religioni ecc. sono sempre esistite.
Ovviamente ci siamo posti da subito l’esigenza di definire lo spazio: cosa si intende per storia centro-europea. E poi cronologicamente: partiremo dal medioevo fino all’oggi.
TEMI Altro problema che siamo posti: quale storia scrivere? Ci e’ sembrata limitativa solamente la storia politica, perciò si terrà conto anche della storia dell’ economia, letteratura, arte, cercare di individuare temi transnazionali con specificità nazionali (storia cibo, moda, sport, musica, arte, architettura, della tecnica), massoneria transnazionale, le migrazioni, i matrimoni misti, ebrei, confrontare gli stereotipi e i falsi miti, tema sulle minoranze, legato al tema della pace…più completo possibile.
METODOLOGIA:
La struttura del manuale: dovrebbe avere un racconto di fondo con approfondimenti x risolvere problemi concreti secondo modalità precise (fare per. Es. confronto storiografico, usare carte geografiche illustrate attraverso simboli) + lavoro archivio
Il manuale dovrà essere uno strumento di base condiviso che potrà essere arricchito, con un atlante geopolitica + lavoro che può essere usato attraverso l’internet, che e’ più vicino ai giovani.
Fare confronti delle indicazioni ministeriali (es. scuola superiore. Es Austria: ogni 5 anni)
vedere e confrontare come la storia viene vista per es. da uno storico ungherese, tedesco, italiano sloveno
- importante: spesso parliamo solo di noi, ma bisogna vedere o anche come ci vedono gli altri e come noi li vediamo e percepiamo. Per Es. Come vediamo il mondo arabo, americano.
- interessanti proposte x i ricercatori: 10-15 documenti archivistici > distribuirli a vari ricercatori x testare le loro personali interpretazioni. Una specie di esperimento.
- proporre agli studenti di ritrovare il proprio albero genealogico. Per es. cognomi - evoluzione - > capire certi sviluppi storici per trovare il rapporto tra microstoria e macrostoria
confronto tra manuali anche all’interno della stessa nazione.
seminari di un giorno in sedi diverse.
convegno su come fare un testo base (eventi, personaggi, spazi, tempi, processi) della storia nazionale. punto di partenza per il lavoro individuale
possibilità di far pubblicare le prime suggestioni, anticipazioni su riviste (es. studi mitteleuropei) pubblicazioni in varie lingue, magari in una rivista che può circolare in Europa costruire un sito

COSA CI ASPETTIAMO:
un manuale agile (200-250): deve dare le grandi coordinate, essenziali, con documenti non solo di storia politica o istituzionale, bibliografia, cartine geografiche: essenziali
importante la impostazione grafica. ricordare che sono x gli studenti. scelte importanti (es., foto). Avere il coraggio di fare un prodotto commerciale: ma sempre attenzione alla qualità, cioè non a scapito del contenuto ma facilmente leggibile. La struttura editoriale dovrà essere importante.
Si dovranno trovare fondi, magari in Europa, per alleggerire il costo del manuale.
Ci vorrebbe un manager.
Ci rendiamo conto dobbiamo evitare di fare un’enciclopedia. tanti spunti, considerazioni che non dovrebbero ridursi in un solo manuale. es. Seminari a rotazione: discorso di confronto di storiografia, filoni di ricerca. spunti molto ricchi = volontà di rendere permanente questi spunti di confronto anche tra docenti e ricercatori.
= qualcosa di estremamente valido.
= occasione per scambiarci le informazioni e le conoscenze. atmosfera e ideali comuni: modo di concepire la storia come fatto culturale di grande spessore (letteratura, cinematografia, musica, arte…)
PER COMINCIARE CONCRETAMENTE I LAVORI:
raccogliere indicazioni bibliografiche di opere + recenti su una storia di impostazione centro-europea
quali altri esperimenti del genere nel passato (per es. La commissione storico-cult. Italo slovena...)
stilare con un quadro di nomi legati alla storiografia.
Ciascuno dovrà pensare alla cronologia base da mettere a confronto (es. 1918, fine 1. g. Mondiale, come percepita nei vari stati e fra le vari popolazioni
Incominciare a formare una sorta di data base
Ci metteremo da subito d’accordo sui criteri di come scrivere la bibliografia, le note, per avere un testo ordinato e coerente
- trovare un gruppo di professori dell’Europa centrale. seminari multilaterali: fondo di indirizzi e contatti che potrebbero servire

CONCLUSIONI GRUPPO EDUCAZIONE ALLA PACE

(1) Considerazioni generali:
- Ci sono insegnanti impegnati che si interessano molto alla tematica della pace. È stato importante individuare i progetti già realizzati e concepirne di nuovi, all’interno del gruppo di lavoro.
- Altro esito positivo è stata la diffusione di idee prima ristrette ad ambiti più limitati.
- Tutte le idee che sono state esposte sono molto concrete.
- I progetti sono a lungo termine, non sono “prestigiosi” ma richiedono molto tempo.
- C’è molto entusiasmo, è importante avere idee buone ma anche strutture che possano sostenerle.
- Per questi progetti c’è bisogno di formazione e aggiornamento.

(2) Diversi livelli:
1. Scuola: è importante che ci siano gruppi di responsabili e che ci siano materie fondamentali, privilegiate per questi temi (materie portatrici).
2. Reti territoriali: In Friuli-Venezia Giulia c’è una rete di scuole, che si è costituita grazia ad un finanziamento della regione; per collaborare con l’Austria e la Slovenia c’è bisogno di fondi e di istruzioni responsabili anche in questi paesi.
3. Alpe-Adria: Per estendere questo all’Alpe Adria c’è anche qui bisogno di un centro coordinatore ed è necessario avere obiettivi comuni.
4. Europa: L’Unione Europea dispone di finanziamenti: per richiederli occorre prima di tutto rafforzarsi nella consapevolezza.

(3) Quattro “attori” o settori:
- Scuola
- Università
- autorità politiche (governo)
- ONG.

I progetti hanno successo solo se c’è collaborazione anche da parte delle associazioni non governative e culturali. Risultati importanti finora sono stati raggiunti solo da associazioni esterne alla scuola.


(4) Il ruolo delle università:

Si spera che la rete di Università si allarghi anche alla Slovenia. Ci sono soprattutto tre tipi di contributo che le Università possono fornire:

1. Formazione: avviare attività formative (ma anche di autoaggiornamento), anche ricorrendo a esterni, quando ce ne fosse bisogno. Sono possibili diverse forme di collaborazione:
- Aggiornamenti all’interno delle singole nazioni
- Aggiornamenti in comune tra le nazioni, decidendo quale lingua veicolare scegliere (importante per le attività concrete dei partecipanti).
2. Valutazione, anche per poter giustificare questi progetti; forme di autovalutazione e controllo della qualità.
3. È molto importante la documentazione. Si possono proporre anche altre forme di comunicazione, non solo interne: c’è bisogno di qualcosa di più “concreto”. È necessario pensare anche alla pubblicazione di questi progetti e coinvolgere anche gli esponenti delle diverse Università.

È importante prendere in considerazione tutti questi livelli insieme; l’inizio sarà per questo lento ma potrebbe essere più efficace.

(5) Dichiarazioni da parte delle autorità scolastiche:

Carinzia: Provveditorato Carinzia (Rudolf Altersberger) si impegna a sostenere finanziariamente il lavoro degli insegnanti su temi legati alla pace

Italia (Friuli-Venezia Giulia): Dottoressa Vegliante: Il Ministero dell’Istruzione si è impegnato a sostenere i progetti anche attraverso i progetti europei.

Slovenia: Vesna Mikolič (Università di Capodistria): Disponibilità a nuovi incontri tra Slovenia e rete Alpe Adria.

PRESENTAZIONE GRUPPO
UNO SPAZIO ECONOMICO E GIURIDICO DELL‘ALPE ADRIA

Il gruppo di lavoro sottopone all‘attenzione della Conferenza dei Rettori le seguenti proposte:

1) Articolare percorsi formativi sulla pace da realizzare gradualmente e modularmente – dalle forme elementari di seminari, alla progettazione di master, sino alla ideazione di corsi di laurea – nelle singole Università, in collaborazione con associazioni del territorio e/o tra i diversi atenei della Macroregione. Una tale rete dovrebbe trovare una sua formalizzazione giuridica in una associazione comune delle Università dello spazio interessato, ovvero in una nuova Università (della pace).
2) Esplicitare negli statuti dei singoli Atenei il principio-valore, altamente simbolico per la storia travagliata del territorio, del rifiuto della guerra e della costruzione della pace.
3) Dare vita a progetti di ricerca relativi a:
• Il valore della pace nelle costituzioni delle tre regioni/stati e le sue ricadute in termini giuridici, sociali ed economici.
• L‘impatto del diritto internazionale nel mantenimento della pace, intesa come salvaguardia e allargamento dei diritti della persona.
• Le competenze giuridiche dei singoli stati/regioni nella regolamentazione della pace.
• La definizione di organismi istituzionali nella Macroregione, con il compito di attuare le direttive europee in materia di pace.



  

Progetto pace
L’Associazione Biblioteca Austriaca di Udine ha avviato nel 2004 un progetto di cultura di pace riguardante università e scuole di Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia. Essa coordina inoltre la rete di scuole Euroservus. L'elenco delle scuole partecipanti è pubblicato tra i materiali.


 

 

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