BETON

 

Rudolf, il narratore di questo libro pubblicato nel 1982, prepara da un decennio con accanita serietà un  vasto lavoro scientifico sul suo compositore prediletto, Felix Mendelssohn-Bartholdy. Dopo essere stato ostacolato nella scrittura della prima frase del suo studio prima dalla visita di sua sorella e poi, dopo la sua partenza, dall'angosciosa paura che lei potesse ritornare, lo tormenta "l'inferno della solitudine". Per questo fa le valigie, prendendo con sé solo gli scritti più importanti per realizzare il suo lavoro a Palma di Maiorca. In un caffè del posto si ricorda di una giovane donna che gli aveva rivolto la parola nel suo ultimo soggiorno a Palma un anno e mezzo prima. Era disperata: suo marito si era gettato di notte dal balcone dell'Hotel Parigi. È stato sepolto in uno dei loculi di cemento alti sette piani al cimitero di Palma. Ancora adesso, un anno e mezzo dopo, vede il volto disperato della donna. Ora ha in testa una serie di prime frasi per il suo lavoro, ma anche l'infelicità della giovane donna. Prende un taxi, va al cimitero e trova sulla lapide vicino al nome del marito anche quello della donna: suicidio - viene a sapere.

 

(traduzione dall’edizione Suhrkamp)