ALTE MEISTER

 

La trasgressione di una pluridecennale abitudine porta, nel romanzo di Thomas Bernhard pubblicato per la prima volta nel 1985 con il sottotitolo Commedia, all’incontro dello studioso Atzbacher con il musicologo Reger per due giorni consecutivi al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Atzbacher prende questo insolito appuntamento come occasione per osservare Reger immerso nella contemplazione. Quest’uomo di ottantadue anni, che da trenta scrive da Vienna le sue critiche musicali per il Times, ha sviluppato alla perfezione nel Kunsthistorisches Museum la sua contemplazione dell’arte: questa consiste nello studiare così a lungo ogni opera d’arte che viene considerata perfetta, finché non ne siano scoperti i difetti. Tutti i grandi maestri e i grandi geni sono imperfetti. Tuttavia Reger diventa convinto del fatto che arte, musica, filosofia e letteratura non siano niente di sommo, di supremo, quando muore sua moglie, con cui era stato sposato per più di trent’anni: “Ma tutto questo, tutta l’arte, quale che sia, non è niente se paragonata all’unica persona che abbiamo amato … Nessuno dei grandi ingegni e degli antichi maestri che ci siamo scelti come compagni di strada,  potrà mai sostituire una persona.

 

(traduzione dall’edizione Suhrkamp)