Da Mozart a Mozart. Film, conferenze, letture e una mostra a 250 anni dalla nascita.
Le celebrazioni producono sempre una possibilità duplice, una tentazione concomitante ed esiti opposti: la rigidità del rituale commemorativo, destinato a fissare nella memoria la data secondo protocolli svuotati, da un lato; l’emersione di dettagli negletti, objets trouvés e prospettive inedite dall’altro. La consapevolezza di questa condizione è ben presente nella organizzazione del ciclo di conferenze e proiezioni .
Per tale ragione, si è cercato di rendere conto negli argomenti presentati e nei film proposti di aspetti conclamati del compositore di Salisburgo, e di eredità culturali meno evidenti. La notoria e perturbante lucidità del capolavoro di Joseph Losey, Don Giovanni (1979), inaugura il ciclo di proiezioni. Gli succede un suggestivo ibrido: l’applicazione del modello del film-opera italiano, già sperimentato con Casta diva (1935) e Giuseppe Verdi (1938) dal principale cineasta popolare nazionale, Carmine Gallone, a un compositore straniero, con Melodie eterne (1940). Chiude il ciclo di proiezioni il film austriaco Mozart (1955), di Karl Hartl, in cui figura il volto melanconico di Oskar Werner, futuro interprete di Jules e Jim (Fr. Truffaut, 1962).
L’iniziativa prevede tre conferenze, precedenti le singole proiezioni ed è integrata da una mostra bibliografica e discografica presso la Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” di Udine. Le conferenze vengono condotte da: Quirino Principe, nativo di Gorizia, docente di musicologia del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, notissimo e brillante intellettuale più volte premiato per i suoi meriti culturali; Annedoris Baumann, lettrice di tedesco presso l’Università di Udine, nata a Lubecca e formatasi musicalmente a Lipsia, già relatrice in precedenti iniziative udinesi sui rapporti con la musica di Thomas Bernhard e di Ingeborg Bachmann; Francesco Pitassio, docente dell’Università di Udine, animatore culturale e autore di varie pubblicazioni sul cinema.