il violino
La musica che ricavavo dal mio violino era la più straordinaria per il profano, e la più ingegnosa ed eccitante per le mie orecchie, benché fosse tutta inventata da me e non avesse assolutamente nulla a che fare con la matematica della musica: essa derivava soltanto - Steiner lo ripeteva sempre - dal mio orecchio altamente musicale, era l'espressione della mia sensibilità altamente musicale, come Steiner diceva sempre anche a mio nonno che si era assunto l'onere di queste lezioni di violino, era insomma l'espressione del mio talento altamente musicale, ma questa musica per violino che io eseguivo soltanto per il mio piacere non era altro, in fondo, che una musica per dilettanti che faceva da sfondo alle mie melanconie e che, naturalmente, mi impediva di progredire in quello studio del violino che avrebbe dovuto procedere secondo un certo ordine: insomma, per dirla in breve, io padroneggiavo la tecnica del violino da vero virtuoso, e tuttavia non sono mai riuscito a suonare correttamente un brano seguendo le note, ciò che col tempo, com'è naturale, non solo aveva infastidito lo Steiner, ma lo aveva anche mandato in bestia.
L'origine, 45-46
(traduzione di Umberto Gandini)