Vienna e Gmunden

Quando mi trovo in campagna, privo di ogni tipo di stimolo, il mio pensiero si atrofizza, è un'esperienza catastrofica che in una grande città non può esistere. (...) Infatti la velocità con cui la mente si satolla a Vienna è la stessa con cui essa si svuota in campagna, e in verità la mente si svuota in campagna in un tempo più breve di quello che le occorre per satollarsi in città, in quanto la campagna è sempre e comunque più crudele verso la mente e i suoi interessi di quanto la città possa esserlo mai, intendendo per città la grande città.

Il nipote di Wittgenstein, p.100-101

(traduzione di  Renata Colorni)