Salisburgo
Eppure, bruttezza e decadimento - accentuatisi rapidamente in questa città non soltanto sfigurata dai bombardamenti e dalle loro conseguenze, ma anche in ogni senso sconvolta dalle migliaia di profughi che alla fine vi si erano avventati - avevano ad essa conferito di colpo dei lineamenti umani, e così ho potuto amare appassionatamente e in effetti ho amato appassionatamente questa mia città natale in quell'epoca e basta, non l'ho mai amata né prima né poi. Ora, nel momento dell'angoscia più grande, questa città era diventata improvvisamente ciò che prima non era mai stata, una creatura che viveva, sia pure disperatamente, in quanto organismo urbano; e quel museo di bellezze bugiardo e senza vita che la città era sempre stata fino a quell'epoca, l'epoca della sua massima disperazione, si è ad un tratto riempito di umanità; la sua pietrificata ottusità, che sembrava un corpo senza vita, è diventata ad un tratto sopportabile e a me cara nel momento della sua massima disperazione e assenza di ogni via di scampo.
L'origine, p.62
(traduzione di Umberto Gandini)