la madre non riesce a domarlo

Del nerbo di bue avevo paura, ma i colpi che con esso mia madre mi infliggeva non sortivano un effetto particolarmente incisivo. Il suo scopo, che era poi di essere lasciata in pace, lo raggiungeva piuttosto con parole diaboliche che mi gettavano tutte le volte nel più atroce degli abissi, dal quale, vita natural durante, non sono riuscito a tirarmi fuori. Solo Tu mi mancavi! Tu mi fai morire! Parole tormentose, che ricorrono ancora oggi nei miei sogni. Di questo effetto devastante lei non sapeva nulla. Doveva farsi aria, aveva bisogno di sollievo. Il suo bambino era un mostro che lei non sopportava, il figlio di una tresca, il figlio del demonio. La mia brama morbosa di destare scalpore è qualcosa che mia madre non ha mai retto. Sapeva di aver partorito un bambino eccezionale, ma le conseguenze di questa nascita, pensava, sarebbero state terribili. Queste conseguenze non potevano essere altro che la criminalità.

Un bambino, p.46

 (traduzione di  Renata Colorni)