convitto (Salisburgo)
(...) un meccanismo pedagogico statal-fascista-sadico che era il sistema pedagogico dominante nello Stato secondo le regole allora vigenti della pangermanica arte dell'educazione dell'uomo, ossia dell'annientamento dell'uomo, e infatti anche il giovane uscito e sfuggito da un simile istituto e cioè collegio - e di lui sto parlando, unicamente di lui - risulta annientato per il resto della sua vita e per il resto della sua dubitosa esistenza, a prescindere dalla sua persona e da che cosa potrà accadergli: comunque, in ogni caso, egli rimane un essere umiliato a morte e contemporaneamente disperato e quindi irrimediabilmente perduto in conseguenza del suo soggiorno in un simile carcere pedagogico quale detenuto pedagogico, benché poi sopravviva, come e dove capiti, per vari decenni.
L'origine, p.25
(traduzione di Umberto Gandini )